L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO. UNA GRANDE RISORSA A DISPOSIZIONE

L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO. UNA GRANDE RISORSA A DISPOSIZIONE
Per gli studenti, al termine della scuola dell’obbligo, è di fondamentale importanza l’orientamento perché sono chiamati a scegliere una scuola media superiore o, completata quest’ultima, il proprio indirizzo universitario. Se le motivazioni non hanno solo un carattere culturale ma tendono al proficuo inserimento nel mondo del lavoro, consegue la necessità che la scelta su cosa fare deve essere attenta, meditata ed oculata, abbandonando le utopie, mettendo da parte le velleità di genitori che vorrebbero tutti “dottori” ancorché a spasso, valutando le proprie attitudini ed inclinazioni. Scegliere dunque è un imperativo di sempre ma soprattutto di oggi. Ed allora, occorre rivalutare la formazione professionale, che non è una scelta di serie B ma una scelta che tiene conto delle specifiche inclinazioni dei nostri adolescenti. Portare avanti per ciò il progetto di una crescita nel campo di una concreta formazione professionale è un ottimo messaggio da lanciare ai più giovani, contro l’incultura dell’ozio e dello scoraggiamento che è alla base del cosiddetto disagio giovanile.
Anche sull’onda di tale necessità è nata, con la legge 24-6-1997 numero 196, l’alternanza scuola-lavoro per consentire agli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno d’età la possibilità di realizzare corsi del secondo ciclo in alternanza, come modalità di realizzazione del percorso formativo, in collaborazione con le imprese, le associazioni di rappresentanza, le camere di commercio, gli enti pubblici e privati, al fine di assicurare ai giovani, oltre alla conoscenza di base, l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro: il tutto ovviamente in forza della dichiarata disponibilità ad accogliere gli studenti per periodi di tirocinio che non costituiscono rapporto individuale di lavoro. Sono possibili altresì, in forza di un principio di reciprocità, interscambi tra le istituzioni scolastiche ed il sistema dell’istruzione e della formazione professionale, mediante corsi integrati con piani di studio concordati, realizzati con il concorso degli operatori dei due sistemi. Come si può notare, con la legge di modifica 28-3-2003 numero 53, furono gettate le basi per un incontro tra pubblico e privato che portò nel tempo ad una riorganizzazione degli stessi istituti tecnici, con l’attuazione, anche da parte di questi ultimi, dell’alternanza scuola-lavoro, con l’istituzione al loro interno di dipartimenti e di comitati tecnici scientifici che si riuniscono periodicamente per valutare i risultati e controllare la qualità dei processi attivati.
Che l’alternanza scuola-lavoro possa in conclusione costituire anche in futuro il giusto percorso della formazione professionale è confermato dalla (mi auguro crescente) attenzione soprattutto delle grandi aziende, che trovano utile “pescare” i loro dipendenti nel rassicurante serbatoio degli istituti e dei centri di formazione, all’esito di una prolungata sperimentazione sul campo delle qualità degli aspiranti.
Bruno Ferraro
Presidente Aggiunto Onorario Corte di Cassazione
già Presidente dei Tribunali di Cassino, Velletri e Tivoli